Masterclass con Gabriella Maiorino Domenica 30 maggio 10:30-13:30

3 ore di lavoro all’aria aperta sulla grammatica di movimento di Gabriella, a partire dalle tecniche di Rollings e Molecular agitation, per approdare all’interazione con l’ambiente attraverso Circulation, Continuity ed il lavoro sul desiderio.
Costo 40€

Nelle pratiche fisiche di Gabriella emerge un corpo “onnivoro”, che si nutre di diversi strati di conoscenza-lo spazio, le immagini, le tecniche, i partners, la percezione, i pensieri- rimescolati da danzatori e danzatrici in una dinamica molecolare che dà vita ad un linguaggio fisico intenso e ricco di complessità.

@@Gabriella Maiorino https://www.gabriellamaiorino.net

Coreografa e performer, si è diplomata alla SNDO di Amsterdam nel 2002 dopo aver studiato danza, musica e filosofia in Italia.Le sue creazioni sono state prodotte dalla città di Amsterdam, da istituzioni nazionali Olandesi e co-prodotte da diversi enti Italiani ed Europei. Ha presentato i suoi lavori, con successo di pubblico e critica, oltre che in Olanda ed in Italia, nella maggior parte dei paesi Europei ed in Brasile.E’ spesso invitata ad insegnare il suo originale mix di floor work, improvvisazione e un personale approccio “carnale” al movimento, in prestigiose accademie di danza, festival e spazi di ricerca. Ha insegnato ad Artez Arnhem, Theaterschool Amsterdam, CODARTS ROTTERDAM, Fontys Tilburg, Henny Jurriens Stichting Amsterdam, IALS ROMA, MODEM Catania, ZONA D Bucharest, Area59 Amsterdam, Dansateliers Rotterdam, ZIP Orvieto, Casina Settarte, Stalker teatro, Gdansk, Spazio Seme, Alps Move, Opificio dell’arte Biella, Circle Rotterdam, UMBRIA GIOVANI, CID Rovereto, SPAZIO SEME, SPAZIO NU.

informazioni e iscrizioni : mariacarpaneto@gmail.com 
info@teatrodellacontraddizione.it 
tel 3479355159

IN CONTRODANZA 00

La direttrice artistica dI MOWLAB/Il Filo di paglia, Maria Carpaneto, quando si è mossa per proporre un progetto di rassegna ha incontrato il direttore artistico della Contraddizione e ha trovato un regista teatrale in cerca di danza Marco Linzi, mentre, Maria, in realtà è una coreografa alla ricerca del teatro.

Il nome stesso della rassegna, IN CONTRODANZA racconta il desiderio di andare alla ricerca di una danza Controculturale che abbia già in sé la necessità di oltrepassare i confini del suo linguaggio e il cui segno distintivo, la forza motrice di questa ricerca, sia l’incontro con l’altro.
Controculturale è anche puntare sulla Danza, in un tempo dove alla danza non sono dedicati molti spazi nei teatri se non come un’ eccezione del palinsesto confinata nei festival, chiusa fra le quattro pareti del suo pubblico specifico. Inserirla come punto cardine della programmazione e contaminarla con le pratiche e le urgenze che muovono la ricerca del “Teatro in Piedi” pratica scelta dalla Contraddizione per rilanciarsi in tempo di peste è, almeno considerando i tempi, un gesto significativo.
Questa rinascita provvisoria si manifesta in tempo di emergenza, e vuole fare della distanza una possibilità per sviluppare tecniche di incontro può essere un laboratorio anche per il futuro, strutturare la relazione attiva tra Teatro ,Artisti e pubblico, superando così l’idea del Teatro contenitore dove mostrare il proprio spettacolo.
Per fare questo è necessario sondare il territorio artistico della danza, del teatro fisico, stimolarlo e raccogliere il frutto di questa piccola rivoluzione, scoprire quanto la danza si possa allontanare dai suoi confini e allo stesso tempo rimanere se stessa.

INCONTRODANZA è L’Incontro con l’Altro, altro come pubblico del teatro che incontra la danza, una danza che accorcia le distanze, che vede pubblico e artisti attivi, in ricerca di un contatto “pericoloso”, che metta in gioco i due attori della relazione; l’altro come relazione della Danza con le altre lingue dell’arte, in modo particolare con il teatro. Sulla carta, entrambe le direzioni non sono una novità, ma giocate insieme, con alla guida un responsabile artistico per la danza e uno per il teatro può produrre atti significativi di relazione e di trasformazione.
Per attaccare frontalmente queste possibilità e metterle in gioco radicalmente è necessario tenere saldi i due poli, Teatro e Danza tenendo le due direzioni in contraddizione, Due responsabili artistici uno contro l’altro per il bene della ricerca. In tempi di mediazioni verso il basso l’incontro innanzi a tutto è scontro dialettico che si fa motore di ricerca per gli artisti chiamati ad affrontare questa sperimentazione.

Che ogni spettacolo ospitato nella rassegna, partendo dalle potenzialità dell’espressione corporea con i suoi segni indefiniti, ancestrali, sia un mondo artistico abitabile e che la costituzione di una piccola comunità, guidata dall’artista “caposala”, sia uno dei frutti antichi di questo scambio. Spettacoli evento che facciano debordare fino all’altro la propria natura, che si prendano la responsabilità di condividere con il pubblico questo lasciarsi andare è la scelta più razionale perchè il frutto benefico, il frutto corporeo non resti solo nelle mani del performer.

Andare In ControDanza è un modo di essere, una bussola anche di molto del Teatro che produciamo e ospitiamo; un modo di rischiare con ospitalità dal linguaggio innovativo, e non puntare sulla consolazione del già visto e già digerito, o di rischiare con quelle produzioni che coinvolgono più artisti di quelli che le economie permetterebbero, perchè i numeri, e quindi la sopravvivenza, non siano l’unica forma che condizioni le forme dell’arte.

Queste intenzioni sono state già trasmesse a diversi artisti attraverso un call, e sono stati selezionati, sulla base della ridefinizione dei loro progetti. Gli elementi indispensabili perchè questi propositi non restino solo una manifestazione di intenti ma possano essere realmente sperimentati e diventare un atto concreto che faccia la differenza, per gli artisti e per il pubblico è quello di aver offerto una piccola residenza in teatro e i differenti ruoli di tutoraggio dei due direttori, tutoraggio che parte dalla progettualità e che arriva fino alla messa in scena.

Ad oggi abbiamo realizzato per SCreaming In Controdanza 00 :

sabato 8 novembre “Vacuo” di e con Elisa Sbaragli

sabato 12 dicembre “Le marin Perdu” di e con Natalia Vallebona e Faustino Blanchut

sabato 19 dicembre “Una canzone infinita” di e con Maria Carpaneto e Davide Gorla